EXCUSATIO NON PETITA

L’edizione telematica di domenica nove ottobre del quotidiano la Repubblica dedica un risicato spazio alla manifestazione che la Cgil ha svolto il giorno prima a Roma, in occasione del primo anniversario dell’infame assalto fascista da essa subito.

 

L’unico articolo non riservato agli abbonati è firmato dalla Redazione Politica e si sofferma su un aspetto assai marginale del corteo: la presenza di uno striscione, sorretto da due aste, che riporta una dichiarazione di apprezzamento ed una storica richiesta.

 

 

La prima è per la multinazionale, controllata dal Governo della Federazione Russa, che si occupa dell’estrazione e della vendita del gas naturale, mentre la seconda consiste nella richiesta di ritiro delle truppe statunitensi da luoghi per esse non pertinenti.

 

Il fogliaccio del gruppo editoriale della famiglia Agnelli-Elkann (Gedi) liquida così la vicenda: «ovviamente il cartellone pro-Russia non rispecchia la linea dell’organizzazione sindacale, invece sostenitrice di un negoziato che interrompa la guerra in corso».

 

A parte il fatto che questa difesa d’ufficio da parte degli scribacchini agli ordini di Maurizio Molinari assomiglia tanto ad una “excusatio non petita”, con quel che me consegue, ci domandiamo il perché di una tale interpretazione del drappo.

 

E’ evidente che gli imbrattacarte accusano quella parte di manifestanti di essere favorevoli alla guerra interimperialista e di conseguenza di non cercare la pace: per parte nostra, ricordiamo ai “colleghi” che è proprio Vladimir Aleksandrovic Zelensky ad aver dichiarato di non voler fare accordi con il nemico fino alla “sicura vittoria”.

 

 

Bosio (Al), 10 ottobre 2022

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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